Simona Ventura sceglie le Maldive. E una poesia di pizzo firmata BkiB

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Simona Ventura è tante cose. Tanto per cominciare, è il nuovo giudice di Amici, voluta fortemente nella commissione esterna da Maria De Filippi. Regina della tv italiana, personalità esuberante, catalizzatrice di sguardi e di audience, ha appena compiuto 53 anni e si è regalata una vacanza breve e dolce come una luna di miele, con il compagno Gerò Carraro. Destinazione: Maldive. In valigia: pochi pezzi speciali, tra cui un meraviglioso caftano

E tutti i fotoreporter lì a seguire questi giorni di mare e di sole, di sorrisi e di relax. Ma, anche, a regalarci una serie di summer look sorprendenti. L’abito più paparazzato? È bianco come un raggio di luce ed è firmato proprio BkiB! Non poteva essere altrimenti, perché le creazioni di Simona Chiaravalle, fondatrice e anima del marchio, sono intrise di femminilità allo stato puro, emanano un alto tasso di sensualità e, insieme, una raffinatezza data da materiali eccellenti, da tagli speciali, da particolari curati con attenzione e cura maniacale.

Perché ormai lo sappiamo bene: BkiB crea pensando a donne appassionate, sofisticate e intraprendenti, che vanno fiere del loro corpo. Che sanno che sentirsi belle non è vanità ma tappa essenziale di una femminilità che si esprime in infiniti modi, e che è tanto più forte e indimenticabile quando si manifesta attraverso… un abito lungo fino ai piedi!

 

                     

Per il suo break maldiviano Simona Ventura ha scelto proprio lui, il caftano di pizzo bianco della collezione Primavera/Estate di BkiB. Si tratta di una lunga veste con ampie maniche e scollatura a punto smock da portare scesa sulle spalle, complice un pizzico di malizia. Difficile classificarla, perché perfetta per i contesti più disparati e le occasioni più differenti.

Il caftano può essere indossato –come ha fatto Simona– al mare, come copricostume e perfino come abito da sposa per nozze esotiche celebrate all’ombra di un palmeto. Ma anche in casa sulla lingerie più preziosa o fuori, sopra un abito sottoveste e con cintura in vita. Immaginatelo stretta da una lunga fascia di gros grain da annodare dietro in un fiocco romantico o da una cinta alta di cuoio, ideale per conferire un tocco grintoso e rock a una creazione che –basta guardarla!– è pura poesia.

Feathers: Endless seduction, from burlesque to the look of today’s stars Feathers and Burlesque

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Feathers and Burlesque

Always icon of femininity and sensuality, wearing feather boas was a trend that was launched in the ’20s with the birth of burlesque shows and cabaret – then strongly associated with revolutionaries and freedom fighters.

The feather boa then became a classic symbol of the empowerment of women. Famous for their acclaimed performances around the world, burlesque performers highlighted for the first time in history, women adorned with long colorful feather scarves. These scarved became synonymous with extreme sensuality, in ballet and choreography and have enchanted a varied public ever since, including women.
The contemporary cinema paid homage to this fascinating form of theater with the 2010 movie ‘Burlesque’, triggering a new fashion trend. Two great stars of the movie stand out: Cher and Christina Aguilera.

The blonde American singer wears a succinct guêpière belt of pearls adorned by a jaunty marabou, bringing back the playful style of burlesque.

Cher e Christina Aguilera in 'Burlesque'

Cher and Christina Aguilera, surrounded by feathers, in ‘Burlesque’

Feathers from Stars

The feather has become increasingly relevant in the fashion world.

Stars and fashion houses have made this trend a real style tailored to a women who are sensual, elegant and maybe even a little eccentric.

Examples include Beyoncé and Blake Lively: the first performed at the MTV Video Music Awards in sensual teal feathers designed by Francesco Scognamiglio with a very flashy look based on risqué transparencies. Feathers have also been worn by the Californian actress in a diametrically opposite style. When she was pregnant, Lively chose the soft sweetness of a coat designed by Salvatore Ferragamo. Both were based around feathers, but with very different interpretations.

Beyoncé in Francesco Scognamiglio e Blake Lively in Salvatore Ferragamo

Beyoncé in Francesco Scognamiglio e Blake Lively in Salvatore Ferragamo

Marabù per BkiB

La visione di Simona Chiaravalle per BkiB ha proprio questo obiettivo, fondere nella piuma due concept diversi: la sensualità più estrema e il voluttuoso stile per la casa dove il marabù del kaftano è abbinato al morbido bambi.

Sensuale con gusto, sempre chic, la donna BkiB ha la capacità di dare vita ai dettagli facendosi accompagnare nei movimenti da un leggero svolazzo di piume. Un capo total black estremamente essenziale e tuttavia ricercato.

Caldo e confortevole il kaftano BkiB è l’ideale per introdursi nel freddo inverno senza rinunciare ad un tocco di sensualità.

Marabù per BkiB

Marabù per BkiB

Trasparenze pericolose: dalle passerelle alla vita reale

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Le trasparenze sono di casa, o meglio, a Milano sono “della maison”.

Innovativa, moderna e, spesso, apripista, Milano lancia e rilancia tendenze che poi diventeranno costume globale. E, sinonimo di Milano, è la Fashion Week. Sono infatti le sfilate della moda milanese a lanciare i trend più seguiti ed imitati. Uno dei più accattivanti è senz’altro la proposta del vedo-non vedo, presentissima in passerella nell’ultima tornata delle sfilate. 

Sensuali e femminili, le “trasparenze pericolose” in pizzo, organza o tulle hanno sedotto le grandi maison internazionali che si sono esibite nelle più sfrenate declinazioni. Anche con modelle d’eccezione come, ad esempio, la chiacchieratissima regina del gossip Gigi Hadid che ha scatenato più di un brivido in platea durante la sfilata di Fendi.

Elisabetta Franchi, Luisa Beccaria, Fendi, Marco De Vincenzo

Alcune proposte trasparenti viste nelle ultime sfilate a Milano. La terza da sinistra è Gigi Hadid

BkiB e le sensuali trasparenze.

Lo sa bene Simona Chiaravalle che per i capi homewear e beachwear firmati BkiB ha pensato ad una donna sensuale e femminile. Il mini-kaftano in organza bianco con inserti floccati dal disegno esclusivo ed il poncho quadrato in pizzo nero  si prestano ad una duplice portabilità. Gli accessori fanno la differenza. Abito da mare con costume e infradito di giorno, abito da cocktail con lingerie a vista, tacco e clutch di sera. La donna BkiB gioca quindi la carta della seduzione, una femme fatale che sa gestire le trasparenze con femminilità e buon gusto.

BkiB

Quando le star amano le trasparenze…

È un richiamo irresistibile… Dalle passerelle al day by day, anche le star non potevano che cedere al richiamo di una femminilità che osa esibirsi (quasi) senza veli e che, talvolta accidentalmente e talvolta in un modo un po’ pilotato, lascia trasparire significativi centimetri di pelle.

In tv, sui red carpet o semplicemente per strada (complice l’occhio attento del paparazzo di turno), le dive italiane e internazionali non hanno perso occasione di mostrarsi con outfit vedo-non vedo.

A Venezia, il pizzo di Alberta Ferretti ‘sveste’ Belen Rodriguez ed Eva Herzigova; Irina Shayk illumina Verona con le sue trasparenze firmate Alexandre Vauthier mentre la blogger più famosa al mondo Chiara Ferragni incanta Milano con le trasparenze animalier di Roberto Cavalli.

Chiara Ferragni, Belen Rodriguez, Irina Shayk, Eva Herzigova

Chiara Ferragni, Belen Rodriguez, Irina Shayk, Eva Herzigova

Dark lady BkiB

Dark lady: cinquanta sfumature di nero

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La recente diffusione del trailer di Cinquanta sfumature di nero ha riportato ancora al centro dell’attenzione il personaggio della dark lady, insieme al rapporto tra moda e seduzione. Le maschere veneziane, già leitmotiv di Eyes wide shut, prendono vita nella pellicola tratta dal best-seller come strumento attraverso cui porre un filtro tra il proprio corpo e il mondo esterno: un distanziamento che spesso sortisce il paradossale effetto di svelare parti di sé, piuttosto che nascondere. La maschera veneziana è gioco e pretesto. Qualsiasi capo o accessorio, se indossato in maniera consona, ha infatti il potere di rendere chiunque un concentrato di mistero e fatalità. E quale miglior scelta del nero per sprigionare tali insospettabili energie?

In effetti, il nero non è neanche un vero e proprio colore. È semplicemente assenza di luce, buio totale. Se quando si ha la mente sgombra si riesce ad immaginare l’impossibile, allo stesso modo la mancanza di colori può ingenerare nell’osservatore sensazioni imprevedibili. Senza scomodare storici e antropologi, siamo infatti tutti concordi nel dire che i tempi del nero in associazione al lutto e al male risultano orami un lontano ricordo. La donna in total black è elegante, seduttrice, sofisticata, furba, artista, modaiola.

Una delle prime dark lady, la Regina di Biancaneve. Un personaggio ispirato da Gloria Swanson, diva degli anni '20/30.

Una delle prime dark lady, la Regina di Biancaneve. Un personaggio ispirato da Gloria Swanson, diva degli anni ’20/30.

A sancire il successo della dark lady è soprattutto il cinema delle origini… in bianco e nero, ovviamente! Ma forse la prima cupa seduttrice per eccellenza risale già al Technicolor, ossia la Regina di Biancaneve (1937), il cui lunghissimo mantello scuro le conferisce un aspetto certamente austero, eppur velato da un’evidente carica erotica. E che dire della trasformazione in vecchia strega? Una toga con cappuccio completa la metamorfosi: ecco che il senso di repulsione è dato tanto dal viso quanto dall’abbigliamento. Il nero aiuta il personaggio a passare da un estremo all’altro. Lo stesso può dirsi di Michelle Pfeiffer in Batman Returns (1992). Dei pezzi di pelle cuciti grossolanamente insieme danno vita all’iconica catsuit con cui la svampita segretaria Selina Kyle si scopre adescatrice e complottista. Una parabola che sembra voler dire: sono una micetta tutta da coccolare… ma attenti alle mie unghie!

Dark lady Catwoman Michelle Pfeiffer

Quando l’outfit da dark lady diventa iconico: Michelle Pfeiffer interpreta Catwoman

Con Anastasia Steele, protagonista della trilogia delle Cinquanta sfumature, la storia si rinnova. Basta un outfit azzeccato ed ecco che la neolaureata timidona si trasforma in un’insospettabile femme fatale. Oggi la sfida è questa, permettere a chiunque di diventare dark lady. Persino nella comodità di casa propria. Con la sua proposta di luxury housewear, BkiB offre una scelta di capi total black per tutte le sfumature di seduttrici. Gli abiti in pizzo garantiscono un effetto vedo-non-vedo che pone al centro dell’attenzione il corpo di chi li indossa, risultandone quasi un completamento. La trasparenza dei kaftani ha un irresistibile fascino retrò, condito da un pizzico di ironia. Le vestaglie in velluto, lunghe o corte, sono invece involucro di mistero: il cocoon di una farfalla che ama farsi cullare dalla morbidezza di un tessuto pregiato, pronta a spiccare il volo una volta spogliata di qualunque orpello.

Dark lady BkiB

La proposta di dark lady targata BkiB: per una sensualità total black nel comfort di casa propria. – photo cover e qui sopra: Luca Cattoretti

Bagliori da diva… in kaftano e bikini

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Il culto del bello, l’Art Déco, l’eleganza eterea degli anni ’30, la riscoperta della sensualità, la bellezza intesa non come vanità ma come scoperta della propria femminilità.

Ecco gli ingredienti del successo internazionale del made in Italy di BKIB, progetto di Simona Chiaravalle: kaftani, housecoat, abiti, tute, costumi lussuosi adatti ai contesti più disparati ma sempre definiti da materiali di gran pregio e da dettagli ad alto tasso di ricercatezza.

 

Kaftano-Bikini-oro-BkiB-SS-2016Per brillare sulla spiaggia o su un terrazzo che si affaccia sul mare, BKIB non ha dubbi e punta tutto sulla sensualità del bikini a triangolo in tessuto laminato con doppi laccetti sui fianchi e sul fascino esotico del kaftano corto in voile lieve percorso da tratteggi dorati.

Completeranno il look le ultime scintille del sole al tramonto e il luccichio delle prime stelle, per assicurare un’estate da vera diva.