Bagliori da diva… in kaftano e bikini

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Il culto del bello, l’Art Déco, l’eleganza eterea degli anni ’30, la riscoperta della sensualità, la bellezza intesa non come vanità ma come scoperta della propria femminilità.

Ecco gli ingredienti del successo internazionale del made in Italy di BKIB, progetto di Simona Chiaravalle: kaftani, housecoat, abiti, tute, costumi lussuosi adatti ai contesti più disparati ma sempre definiti da materiali di gran pregio e da dettagli ad alto tasso di ricercatezza.

 

Kaftano-Bikini-oro-BkiB-SS-2016Per brillare sulla spiaggia o su un terrazzo che si affaccia sul mare, BKIB non ha dubbi e punta tutto sulla sensualità del bikini a triangolo in tessuto laminato con doppi laccetti sui fianchi e sul fascino esotico del kaftano corto in voile lieve percorso da tratteggi dorati.

Completeranno il look le ultime scintille del sole al tramonto e il luccichio delle prime stelle, per assicurare un’estate da vera diva.

Bikini: un pezzo – o due? – di storia

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In risposta alla recente domanda di una lettrice, l’Enciclopedia Treccani definisce il bikini “un costume da bagno femminile assai ridotto”. A settant’anni dalla nascita, le istituzioni culturali e i comuni mortali continuano a interrogarsi sull’identità di un capo ancora oggetto di discussioni: classificatorie, storiografiche, nonché moralistiche. Bikini o non bikini? La nostra propensione al dilemma prende corpo anche nell’abbigliamento moda, raccontando di riflesso qualcosa sui nostri desideri e le nostre fobie.

Tutto è cominciato nel 1946, quando Louis Reard, un sarto parigino, ebbe l’idea di realizzare un costume da bagno in due pezzi. Neanche a dirlo, suscitò talmente scalpore da dovergli affibbiare un nome che ne evocasse immediatamente la carica esplosiva. Fu dunque scelto bikini in onore all’omonimo atollo delle Isole Marshall, dove gli Stati Uniti avevano appena testato due bombe all’idrogeno.

Tre bikini della collezione 2016 di BkiB

Tre bikini della collezione 2016 di BkiB

Tra bacchettoni sempre all’azione e femministe represse, la saga del “due pezzi” prese una svolta inattesa nel 1950, scomodando nientemeno che l’arte antica. In quell’anno fu infatti scoperta la Villa del Casale in Piazza Armenina (Sicilia), decorata con mosaici del IV secolo raffiguranti atlete in una mise inequivocabilmente a due pezzi. La vita del bikini, finalmente corredato di legittimazione culturale, sarà da lì in poi in continua ascesa, con buona pace dei puristi e delle donne soffocate dal costume intero.

Come prosegue la storia lo sanno tutti: Ursula Andress, le copertine di Playboy, gli episodi di Baywatch. Il bikini è must e mania, forse l’unico capo che riesca a mettere d’accordo uomini e donne (seppur per motivi diversi… oppure no?). In un mondo ormai assuefatto dal nudo, oggi la sfida è indossarne uno che comunichi sensualità ed eleganza al tempo stesso. Stile e ricerca (in fatto di tessuti) completano un “capolavoro” ad oggi assolutamente contemporaneo. Una sfida che BKIB ha raccolto con la promessa alle sue sofisticate clienti di riuscire… a sedurle sempre.