Fiori, colori e l’arte di mimetizzarsi

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Mimetizzarsi è un’arte. Ci avete mai pensato? Molti animali si mimetizzano per nascondersi, per difendersi o per attaccare senza essere visti. Camaleonti, polpi, farfalle sono maestri di mimetismo, riescono a confondersi (o forse sarebbe meglio dire “fondersi”) così bene nella natura da beffare il proprio predatore o chiunque li osservi grazie a una particolare capacità di cambiare colore o, anche, di acquisire caratteristiche di altri esseri animali.

E noi? Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha desiderato di potersi mimetizzare, di poter diventare tutt’uno col paesaggio. Non per nascondersi, ma per riconnettersi alla natura, tornare a far parte di essa, dei suoi colori, delle sue forme, delle sue manifestazioni sorprendenti…

Non è un caso se la fotografa e bodypainter Orly Faya stia riscuotendo in Rete un successo stratosferico con i suoi scatti, in cui corpi dipinti diventano una cosa sola con l’ambiente tanto che, spesso, si fatica a distinguerli.

Come lei, anche Simona Chiaravalle, anima fondatrice di BkiB, conosce bene il fascino che emana la natura e la celebra secondo la sua visione da esteta, non con pennelli e macchine fotografiche ma con stoffe e colori, scegliendo sempre tessuti in cui i fiori, le fronde, i petali, i ramage -siano essi naïf o così ben fatti da sembrar veri- sono protagonisti. Si stagliano su pizzi, sbocciano su seta fluida, fanno capolino da damaschi e tessuti operati, esplodono sui broccati…

Provate a indossare l’abito-kimono che ha disegnato per la Primavera-Estate. Lungo alla caviglia, ha uno scollo all’americana, un incrocio che si chiude con velata sensualità sul décolleté, una cintura ispirazione obi e una stampa a esotici disegni cashmere nei toni del rosa carico e del giallo. E poi, con addosso questa meraviglia, recatevi alle mostre floreali ospitate nei giardini più belli d’Italia, che a maggio aprono i loro cancelli a un tripudio di colori e profumi.

 

 

 

 

Al Castello di Masino (TO), ai Giardini del Frontone (PG), ai Giardini Estensi (FE), a Orticola (mostra-mercato milanese di piante insolite e rare tra le più prestigiose a livello internazionale, che inaugura su invito con un dress code che impone cappellini floreali!) vi ritroverete immerse in un paradiso perduto.

Anzi, vestite BkiB vi sorprenderete a sentirvi voi stesse dei fiori, vestite di petali vellutati dai colori gioioisi, di una bellezza raggiante, assetate di sole, protese con orgoglio verso il cielo.

Mimetizzate con le piante e i fiori che vi circondano, ma solo per godere pienamente della bellezza della natura, che vi comprende e vi accoglie. Poi, verso sera, la bellezza non si affievolisce ma si accentua: alla prima brezza, basta infilarsi un kimono di seta damascata percorso da ramage in boccio. Che BkiB propone nelle sfumature della fuchsia, ovviamente!

Festival di Cannes: moda pastello per l’estate 2017

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Maggio è da sempre un mese all’insegna del glamour: apertosi con il MET Gala, il mese primaverile si chiude infatti con il Festival di Cannes. Abiti da sogno e look sofisticati: sulla Croisette, ogni sera, sfila la bellezza. In onore del fashion, quest’anno le ospiti hanno esibito eleganza, colori ed eccentricità.

Nonostante le attrici e le modelle che calcano il red carpet desiderino più di ogni altra cosa distinguersi e brillare più intensamente delle altre, il red carpet quest’anno è stato caratterizzato da una forte presenza di colori pastello… Una netta tendenza che ha sedotto la maggior parte delle protagoniste. Passerella-pastello, nuovo diktat.

                                    Kirsten Dunst Uma Thurman Irina Shayk

Kirsten Dunst       Uma Thurman       Irina Shayk

Tra le nuances più gettonate il rosa confetto, il verde acqua marina, il lilla della Provenza, l’azzurro carta da zucchero, il crema e qualche punta di oro.

I look del Festival di Cannes confermano così la creatività e l’intuizione di Simona Chiaravalle di BkiB, che propone per l’estate 2017 una capsule pienamente in trend con i colori pastello. Rosa e celeste, verde acqua e crema divengono così i prefetti abbinamenti alla pelle ambrata dal primo sole primaverile.

 

 

 

 

 

L’abito mimosa BkiB, solare e gioioso come le donne

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Una mimosa BkiB per ogni donna

Un voile lieve, impalpabile, floccato con tante macchioline gialle. C’è chi ci vede un disegno animalier. C’è chi, con romanticismo e passione, ci vede un immenso mazzo di mimose, piccoli fiori che per primi sentono l’arrivo della bella stagione. Ricoprono con gioia e delicatezza il long dress di BkiB, elegante e sensuale, con scollo profondo chiuso da coulisse e lunga fusciacca da annodare in vita. Una creazione nude look che non ha niente di trasgressivo e che Simona Chiaravalle, designer e anima del brand, ha saputo rendere estremamente raffinata. La trasparenza e leggerezza del tessuto sono mitigate dalla fitta presenza di piccole sfere naïf, che lo accendono di un giallo solare, caldo, inebriante. E se bastasse avvicinarsi un po’ di più per percepire il profumo della primavera?

Abito mimosa BkiB

Abito mimosa BkiB

Dark lady BkiB

Dark lady: cinquanta sfumature di nero

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La recente diffusione del trailer di Cinquanta sfumature di nero ha riportato ancora al centro dell’attenzione il personaggio della dark lady, insieme al rapporto tra moda e seduzione. Le maschere veneziane, già leitmotiv di Eyes wide shut, prendono vita nella pellicola tratta dal best-seller come strumento attraverso cui porre un filtro tra il proprio corpo e il mondo esterno: un distanziamento che spesso sortisce il paradossale effetto di svelare parti di sé, piuttosto che nascondere. La maschera veneziana è gioco e pretesto. Qualsiasi capo o accessorio, se indossato in maniera consona, ha infatti il potere di rendere chiunque un concentrato di mistero e fatalità. E quale miglior scelta del nero per sprigionare tali insospettabili energie?

In effetti, il nero non è neanche un vero e proprio colore. È semplicemente assenza di luce, buio totale. Se quando si ha la mente sgombra si riesce ad immaginare l’impossibile, allo stesso modo la mancanza di colori può ingenerare nell’osservatore sensazioni imprevedibili. Senza scomodare storici e antropologi, siamo infatti tutti concordi nel dire che i tempi del nero in associazione al lutto e al male risultano orami un lontano ricordo. La donna in total black è elegante, seduttrice, sofisticata, furba, artista, modaiola.

Una delle prime dark lady, la Regina di Biancaneve. Un personaggio ispirato da Gloria Swanson, diva degli anni '20/30.

Una delle prime dark lady, la Regina di Biancaneve. Un personaggio ispirato da Gloria Swanson, diva degli anni ’20/30.

A sancire il successo della dark lady è soprattutto il cinema delle origini… in bianco e nero, ovviamente! Ma forse la prima cupa seduttrice per eccellenza risale già al Technicolor, ossia la Regina di Biancaneve (1937), il cui lunghissimo mantello scuro le conferisce un aspetto certamente austero, eppur velato da un’evidente carica erotica. E che dire della trasformazione in vecchia strega? Una toga con cappuccio completa la metamorfosi: ecco che il senso di repulsione è dato tanto dal viso quanto dall’abbigliamento. Il nero aiuta il personaggio a passare da un estremo all’altro. Lo stesso può dirsi di Michelle Pfeiffer in Batman Returns (1992). Dei pezzi di pelle cuciti grossolanamente insieme danno vita all’iconica catsuit con cui la svampita segretaria Selina Kyle si scopre adescatrice e complottista. Una parabola che sembra voler dire: sono una micetta tutta da coccolare… ma attenti alle mie unghie!

Dark lady Catwoman Michelle Pfeiffer

Quando l’outfit da dark lady diventa iconico: Michelle Pfeiffer interpreta Catwoman

Con Anastasia Steele, protagonista della trilogia delle Cinquanta sfumature, la storia si rinnova. Basta un outfit azzeccato ed ecco che la neolaureata timidona si trasforma in un’insospettabile femme fatale. Oggi la sfida è questa, permettere a chiunque di diventare dark lady. Persino nella comodità di casa propria. Con la sua proposta di luxury housewear, BkiB offre una scelta di capi total black per tutte le sfumature di seduttrici. Gli abiti in pizzo garantiscono un effetto vedo-non-vedo che pone al centro dell’attenzione il corpo di chi li indossa, risultandone quasi un completamento. La trasparenza dei kaftani ha un irresistibile fascino retrò, condito da un pizzico di ironia. Le vestaglie in velluto, lunghe o corte, sono invece involucro di mistero: il cocoon di una farfalla che ama farsi cullare dalla morbidezza di un tessuto pregiato, pronta a spiccare il volo una volta spogliata di qualunque orpello.

Dark lady BkiB

La proposta di dark lady targata BkiB: per una sensualità total black nel comfort di casa propria. – photo cover e qui sopra: Luca Cattoretti