Dark lady: cinquanta sfumature di nero

La recente diffusione del trailer di Cinquanta sfumature di nero ha riportato ancora al centro dell’attenzione il personaggio della dark lady, insieme al rapporto tra moda e seduzione. Le maschere veneziane, già leitmotiv di Eyes wide shut, prendono vita nella pellicola tratta dal best-seller come strumento attraverso cui porre un filtro tra il proprio corpo e il mondo esterno: un distanziamento che spesso sortisce il paradossale effetto di svelare parti di sé, piuttosto che nascondere. La maschera veneziana è gioco e pretesto. Qualsiasi capo o accessorio, se indossato in maniera consona, ha infatti il potere di rendere chiunque un concentrato di mistero e fatalità. E quale miglior scelta del nero per sprigionare tali insospettabili energie?

In effetti, il nero non è neanche un vero e proprio colore. È semplicemente assenza di luce, buio totale. Se quando si ha la mente sgombra si riesce ad immaginare l’impossibile, allo stesso modo la mancanza di colori può ingenerare nell’osservatore sensazioni imprevedibili. Senza scomodare storici e antropologi, siamo infatti tutti concordi nel dire che i tempi del nero in associazione al lutto e al male risultano orami un lontano ricordo. La donna in total black è elegante, seduttrice, sofisticata, furba, artista, modaiola.

Una delle prime dark lady, la Regina di Biancaneve. Un personaggio ispirato da Gloria Swanson, diva degli anni '20/30.

Una delle prime dark lady, la Regina di Biancaneve. Un personaggio ispirato da Gloria Swanson, diva degli anni ’20/30.

A sancire il successo della dark lady è soprattutto il cinema delle origini… in bianco e nero, ovviamente! Ma forse la prima cupa seduttrice per eccellenza risale già al Technicolor, ossia la Regina di Biancaneve (1937), il cui lunghissimo mantello scuro le conferisce un aspetto certamente austero, eppur velato da un’evidente carica erotica. E che dire della trasformazione in vecchia strega? Una toga con cappuccio completa la metamorfosi: ecco che il senso di repulsione è dato tanto dal viso quanto dall’abbigliamento. Il nero aiuta il personaggio a passare da un estremo all’altro. Lo stesso può dirsi di Michelle Pfeiffer in Batman Returns (1992). Dei pezzi di pelle cuciti grossolanamente insieme danno vita all’iconica catsuit con cui la svampita segretaria Selina Kyle si scopre adescatrice e complottista. Una parabola che sembra voler dire: sono una micetta tutta da coccolare… ma attenti alle mie unghie!

Dark lady Catwoman Michelle Pfeiffer

Quando l’outfit da dark lady diventa iconico: Michelle Pfeiffer interpreta Catwoman

Con Anastasia Steele, protagonista della trilogia delle Cinquanta sfumature, la storia si rinnova. Basta un outfit azzeccato ed ecco che la neolaureata timidona si trasforma in un’insospettabile femme fatale. Oggi la sfida è questa, permettere a chiunque di diventare dark lady. Persino nella comodità di casa propria. Con la sua proposta di luxury housewear, BkiB offre una scelta di capi total black per tutte le sfumature di seduttrici. Gli abiti in pizzo garantiscono un effetto vedo-non-vedo che pone al centro dell’attenzione il corpo di chi li indossa, risultandone quasi un completamento. La trasparenza dei kaftani ha un irresistibile fascino retrò, condito da un pizzico di ironia. Le vestaglie in velluto, lunghe o corte, sono invece involucro di mistero: il cocoon di una farfalla che ama farsi cullare dalla morbidezza di un tessuto pregiato, pronta a spiccare il volo una volta spogliata di qualunque orpello.

Dark lady BkiB

La proposta di dark lady targata BkiB: per una sensualità total black nel comfort di casa propria. – photo cover e qui sopra: Luca Cattoretti

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