Fiori, colori e l’arte di mimetizzarsi

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Mimetizzarsi è un’arte. Ci avete mai pensato? Molti animali si mimetizzano per nascondersi, per difendersi o per attaccare senza essere visti. Camaleonti, polpi, farfalle sono maestri di mimetismo, riescono a confondersi (o forse sarebbe meglio dire “fondersi”) così bene nella natura da beffare il proprio predatore o chiunque li osservi grazie a una particolare capacità di cambiare colore o, anche, di acquisire caratteristiche di altri esseri animali.

E noi? Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha desiderato di potersi mimetizzare, di poter diventare tutt’uno col paesaggio. Non per nascondersi, ma per riconnettersi alla natura, tornare a far parte di essa, dei suoi colori, delle sue forme, delle sue manifestazioni sorprendenti…

Non è un caso se la fotografa e bodypainter Orly Faya stia riscuotendo in Rete un successo stratosferico con i suoi scatti, in cui corpi dipinti diventano una cosa sola con l’ambiente tanto che, spesso, si fatica a distinguerli.

Come lei, anche Simona Chiaravalle, anima fondatrice di BkiB, conosce bene il fascino che emana la natura e la celebra secondo la sua visione da esteta, non con pennelli e macchine fotografiche ma con stoffe e colori, scegliendo sempre tessuti in cui i fiori, le fronde, i petali, i ramage -siano essi naïf o così ben fatti da sembrar veri- sono protagonisti. Si stagliano su pizzi, sbocciano su seta fluida, fanno capolino da damaschi e tessuti operati, esplodono sui broccati…

Provate a indossare l’abito-kimono che ha disegnato per la Primavera-Estate. Lungo alla caviglia, ha uno scollo all’americana, un incrocio che si chiude con velata sensualità sul décolleté, una cintura ispirazione obi e una stampa a esotici disegni cashmere nei toni del rosa carico e del giallo. E poi, con addosso questa meraviglia, recatevi alle mostre floreali ospitate nei giardini più belli d’Italia, che a maggio aprono i loro cancelli a un tripudio di colori e profumi.

 

 

 

 

Al Castello di Masino (TO), ai Giardini del Frontone (PG), ai Giardini Estensi (FE), a Orticola (mostra-mercato milanese di piante insolite e rare tra le più prestigiose a livello internazionale, che inaugura su invito con un dress code che impone cappellini floreali!) vi ritroverete immerse in un paradiso perduto.

Anzi, vestite BkiB vi sorprenderete a sentirvi voi stesse dei fiori, vestite di petali vellutati dai colori gioioisi, di una bellezza raggiante, assetate di sole, protese con orgoglio verso il cielo.

Mimetizzate con le piante e i fiori che vi circondano, ma solo per godere pienamente della bellezza della natura, che vi comprende e vi accoglie. Poi, verso sera, la bellezza non si affievolisce ma si accentua: alla prima brezza, basta infilarsi un kimono di seta damascata percorso da ramage in boccio. Che BkiB propone nelle sfumature della fuchsia, ovviamente!

Il top stampa foulard? Un piccolo pezzo di gran classe

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Uno degli aspetti più affascinanti della moda di BkiB è quell’allure femminile e sofisticata, che recupera l’estetica e il gusto per il bello del primo ‘900 e la traspone ai nostri giorni.

Non è da tutti riuscire in questa impresa, che chiama a raccolta una sensibilità innata verso la bellezza, un amore smisurato verso il genere femminile, una grande attenzione verso bisogni reali e desideri impalpabili.

Oltre, ovviamente, a una conoscenza profonda del mestiere, dei tagli più donanti, dei tessuti più preziosi e che meglio cadono sulla silhouette, dei colori che non seguono solo le mode ma che comunicano ed emozionano.

BkiB ha riunito tutte queste sue abilità, condensandole in caftani, kimono e housecoat di broccato, ma anche in piccoli pezzi speciali.

Come il top di seta stampata, pezzo raffinato ma facile da indossare, che sta d’incanto sia abbinato a un paio di jeans (per un tocco gipsy-chic che piacerà tanto alle Millennials), sia con una lunga gonna fluttuante.

La fantasia? Floreale e naïf, che ricorda quella dei classici foulard tornati alla ribalta con tutta la loro carica di personalità e di stile.

 

 

Foulard da portare sulla testa come Audrey Hepburn e Jackie Kennedy, da legare al manico della borsa come fece per prima uno dei cigni di Truman Capote, la socialite e icona Babe Paley (che negli anni ’50, in una giornata afosa, se lo tolse dal collo e lo annodò alla sua Hermès, dando il via a una moda ancora attuale).

Foulard che diventano turbanti da diva, borse, bracciali e perfino top improvvisati. Ma i più belli, ideati da BkiB, non si plasmano semplicemente sul corpo attraverso nodi fugaci.

Sono creati per vestire a pennello, per regalare quei movimenti speciali che solo tagli magistrali e sete pregiate riescono a disegnare, alternando con astuzia dettagli castigati (il colletto che sale in un abbraccio) ad altri garbatamente sensuali (la schiena lasciata nuda). Un piccolo capolavoro per essere sempre… “al top” in materia di stile.

Kimono e geek style alla maniera di Virginia Woolf

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Siete (come noi!) appassionate di libri? Amate pazzamente le pagine da sfogliare, l’odore della carta stampata, perdervi tra scaffali zeppi di volumi? Questo è un periodo intenso e pieno di emozioni per voi: infilatevi un kimono e correte a Torino .

Oggi fino al 14 maggio tappa d’obbligo è il Salone Internazionale del Libro, che in questi giorni rende la città ancora più speciale del solito (autori, agenti, scout, premi Nobel,, dove da  premi Oscar, premi Pulitzer, premi Goncourt, premi Strega, alcune delle menti più brillanti del pianeta riunite sotto lo stesso spicchio di cielo, ve ne rendete conto?).

Tra i tanti appuntamenti organizzati in città, che ce n’è uno che ci fa sognare a occhi aperti e ci rende ancora più creative di fronte al nostro armadio: “Leggere, tradurre, amare Virginia Woolf” è un incontro che impegna Nadia Fuisini, profonda conoscitrice della scrittrice e della sua opera. Cosa c’entra Virginia Woolf con la moda? Cosa avvicina l’autrice de La signora Dalloway e di capolavori assoluti del modernismo a BkiB? Semplice: un kimono!

 

 

by Lady Ottoline Morrell, vintage snapshot print, June 1923

 

 

Proprio così: il kimono è uno dei capisaldi della produzione di Simona Chiaravalle, anima di BkiB, desiderosa di riportare nella moda femminile l’eterea eleganza e il culto del bello degli inizi del ‘900. Di pizzo candido, raffinato e snob, il kimono corto che BkiB propone per la Primavera/Estate sarebbe piaciuto tantissimo a Virginia Woolf!

 

 

Questa donna di un’intensità straordinaria, che amava mixare e contaminare generi tanto diversi tra loro, che adorava abbinare (con studiata nonchalance) scialli da sera e stivali infangati, grembiuli e stole di pelliccia, cardigan over e bluse di pizzo vittoriano, lo avrebbe indossato su abiti di seta scivolati sul corpo e avrebbe aggiunto un enorme cappello di paglia decorato di fiori e scarponcini da giardinaggio.

Oggi sarebbe considerata una inarrivabile maestra di quello stile geek chic che, a 120 anni di distanza, piace ai designer più colti e alle influencer più sofisticate. Uno stile da imitare grazie alla versatilità del kimono di BkiB, aperto a mille interpretazioni proprio come una pagina bianca. Lo si può indossare su slip dress di seta come su costumi da bagno, su tubini slim fit e salopette di jeans, di giorno e di sera in un mix&match di stili contrapposti e personali. Tutti da scrivere.

 

Il vero lusso è… indossare un kimono e prendersi tempo per sé

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Siete d’accordo? Il vero lusso, oggi, è potersi concedere del tempo. Non solo per riposare: le energie più preziose si recuperano facendo ciò che si ama. Ritroviamo noi stesse andando dove ci porta il cuore. A Bologna, per esempio, dove a Palazzo Albergati è stata appena inaugurata la prima grande mostra dedicata al Giappone classico. Infiliamoci un kimono di BkiB e perdiamoci tra queste meraviglie!

Da Hiroshige a Utamaro, da Hokusai a Kuniyoshi, tutti i più grandi artisti dell’Ottocento giapponese si fanno ammirare attraverso il mondo femminile delle bellissime Geisha e delle Ōiran (le cortigiane d’alto rango), il fascino di leggendari guerrieri, il racconto della nascita dell’ukiyo-e e le famose stampe Shunga ricche di erotismo, le opere che ritraggono gli attori del teatro Nō e Kabuki accanto a quelle che rappresentano il mondo della natura in tutte le sue manifestazioni, fiori, uccelli, paesaggi.

Durante il percorso di “Giappone. Storie d’amore e di guerra” si vive sospesi tra donne bellissime ed eroi impavidi, mondi visionari, animali fantastici e luoghi bizzarri e ci si immerge nella vita dell’epoca grazie all’esposizione di vestiti di samurai, kimono, ventagli e fotografie.

Un mondo suadente e fluttuante che BkiB è capace di far rivivere nelle creazioni in cui è maestra. I kimono più belli, tagliati nella seta preziosa dei più bravi tessutai italiani, sono concepiti da Simona Chiaravalle, fondatrice e designer del brand, per vestire i nostri momenti di pace, accarezzarci il corpo morbidamente e regalarci uno charme senza pari.

 

 

Ma anche -in nome di una versatilità tutta femminile- per accompagnarci con un’eleganza esotica e ammaliatrice dal cocktail serale in poi. Il kimono di BkiB, stampato a fiori dalle tinte neutre e soft, si infila, proprio come un classico spolverino, su un paio di jeans come su un abito sottoveste. Si sostituiscono l’obi con una cintura borchiata e rock, i geta con slippers di pelle o con sandali dal tacco massiccio e si è pronte per qualsiasi occasione!

Chi ha la fortuna di trovarsi in un posto caldo, può sfoggiarlo perfino come copricostume sciccosissimo in riva al mare o a bordo piscina, durante indimenticabili pool party. Il kimono di BkiB è la mise perfetta per concedersi il tempo di fare cose belle. Compreso andar per musei (PS la mostra sarà aperta fino al 29 luglio!).

Simona Ventura sceglie le Maldive. E una poesia di pizzo firmata BkiB

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Simona Ventura è tante cose. Tanto per cominciare, è il nuovo giudice di Amici, voluta fortemente nella commissione esterna da Maria De Filippi. Regina della tv italiana, personalità esuberante, catalizzatrice di sguardi e di audience, ha appena compiuto 53 anni e si è regalata una vacanza breve e dolce come una luna di miele, con il compagno Gerò Carraro. Destinazione: Maldive. In valigia: pochi pezzi speciali, tra cui un meraviglioso caftano

E tutti i fotoreporter lì a seguire questi giorni di mare e di sole, di sorrisi e di relax. Ma, anche, a regalarci una serie di summer look sorprendenti. L’abito più paparazzato? È bianco come un raggio di luce ed è firmato proprio BkiB! Non poteva essere altrimenti, perché le creazioni di Simona Chiaravalle, fondatrice e anima del marchio, sono intrise di femminilità allo stato puro, emanano un alto tasso di sensualità e, insieme, una raffinatezza data da materiali eccellenti, da tagli speciali, da particolari curati con attenzione e cura maniacale.

Perché ormai lo sappiamo bene: BkiB crea pensando a donne appassionate, sofisticate e intraprendenti, che vanno fiere del loro corpo. Che sanno che sentirsi belle non è vanità ma tappa essenziale di una femminilità che si esprime in infiniti modi, e che è tanto più forte e indimenticabile quando si manifesta attraverso… un abito lungo fino ai piedi!

 

                     

Per il suo break maldiviano Simona Ventura ha scelto proprio lui, il caftano di pizzo bianco della collezione Primavera/Estate di BkiB. Si tratta di una lunga veste con ampie maniche e scollatura a punto smock da portare scesa sulle spalle, complice un pizzico di malizia. Difficile classificarla, perché perfetta per i contesti più disparati e le occasioni più differenti.

Il caftano può essere indossato –come ha fatto Simona– al mare, come copricostume e perfino come abito da sposa per nozze esotiche celebrate all’ombra di un palmeto. Ma anche in casa sulla lingerie più preziosa o fuori, sopra un abito sottoveste e con cintura in vita. Immaginatelo stretta da una lunga fascia di gros grain da annodare dietro in un fiocco romantico o da una cinta alta di cuoio, ideale per conferire un tocco grintoso e rock a una creazione che –basta guardarla!– è pura poesia.

Sognando un’estate in kimono e bikini rétro-chic

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Chiudete gli occhi. Immaginate la sabbia candida e impalpabile, l’acqua cristallina e calma, una luce intensa, che accarezza la pelle. Lo sentite il profumo della salsedine? E l’abbraccio del sole? La sentite tutta questa pace, questo silenzio? Prendersi del tempo per rigenerarsi, per prendersi cura di sé, è fondamentale per riattivare le energie positive, per ritrovarsi.

Ci sono dei lunghi weekend in questo periodo, ponti preziosi per staccare la spina e iniziare a dare i primi assaggi all’estate. Regola numero uno? Viaggiare leggere. Solo così si alleggeriscono anche i pensieri! Non serve un bagaglio eccessivo, bastano pochi pezzi astuti e raffinati e BkiB ha quello che fa per voi.

Lo sa bene Nicole Mazzocato, un passato da corteggiatrice del programma Uomini e donne (è fidanzata con il tronista Fabio Colloricchio) e un presente da influencer con oltre un milione di follower su Instagram. Bellissima, grandi occhi azzurri, per il suo viaggio alle Maldive non poteva fare scelta stilistica migliore, mettendo in valigia costumi e kimoni della collezione Primavera/Estate di BkiB.

Pezzi che Simona Chiaravalle, anima del marchio, ha appositamente concepito per essere femminili e sensuali, ma anche versatili e creati per le donne di oggi, multitasking e con più sfaccettature di un diamante. Pezzi impeccabili dal mattino alla sera per accompagnare con classe e glamour le occasioni più disparate.

Prendete, per esempio, il kimono prezioso che Nicole indossa in riva al mare. Double face, è in ciniglia leggera e setosa nei toni caldi dell’oro, doppiata di satin nero liquido. Potete sfoggiarlo come copricostume, come robe de chambre sulla lingerie più sexy, come abito sofisticato nei party sulla spiaggia o a bordo piscina. E perfino su un paio di jeans!

BkiB ha disegnato anche costumi da bagno di un’eleganza senza pari, che sorreggono senza costringere, che esaltano le forme senza esibirle, che seducono con dettagli dal fascino rétro come gli slip a vita alta, dalla sgambatura perfetta.

Meraviglia delle meraviglie, il bikini con brassière resa speciale da un piccolo drappeggio e da manichine che scendono sulle spalle, da sfoggiare -proprio come fa Nicole- anche come top lontano dalle spiagge, su shorts e gonne gitane. In tessuto laminato a tutta luce, ha riflessi caldi e sofisticati che fanno venir voglia di tramonti, di emozioni. E voi, siete pronte a vivere un’estate da sogno?

 

 

 

Tinte pastello reloaded: indossarle insieme ne amplifica la bellezza

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Dopo tanto nero e grigio, dopo un lungo inverno, che benedizione le tinte pastello! Quelle gradazioni soft e delicate che fanno subito primavera, che infondono un senso di calma, che allontanano lo stress, che addolciscono i pensieri, alleggeriscono la vita, illuminano di una luce piacevole, mai abbagliante, ogni giornata… Pensate siano stucchevoli? Vi ricrederete!

Se ricordate alcune delle sfilate più belle, avrete bene in mente di cosa stiamo parlando: l’inebriante palette dei rosa di Fendi, il lilla in total look di Max Mara, gli azzurri e i verde acqua laminati di Alberta Ferretti, il pervinca di Bottega Veneta… Perfino i capi sporty di Lacoste amano le nuances soft!

Non si tratta di colori che tingono look bamboleggianti, girlish o “alla Lolita”, ma che definiscono uno stile ultra sofisticato fatto di capi raffinati, tagli strutturati, forme decise. Insomma, niente paura: il guardaroba più fresco e stiloso di primavera, di zuccheroso ha solo le sfumature ed è dedicato a creature poetiche, sì, ma dalla forte personalità (oltre che da uno spiccato senso estetico!).

BkiB è una delle interpreti più sensibili di questo trend: nelle mani di Simona Chiaravalle, anima del marchio, le tinte pallide diventano il mezzo con cui la designer racconta la sua visione della femminilità legata allo stile (sensuale ma sussurrata, forte ma eterea, elegante ma versatile).

Attraverso il rosa nude, l’azzurro evanescente, il giallo appena accennato, dipana storie che parlano della tridimensionalità di un broccato o della lucentezza della seta, della poesia nascosta in un kimono, del volume ricercato di una gonna, della morbidezza di una camicia che accarezza la pelle…

Se non bastasse la bellezza dei broccati e dei tessuti pregiati scelti tra i migliori produttori italiani, se non fosse sufficiente l’eccellenza della fattura curata in ogni minimo dettaglio, il tocco finale viene dal piglio glam che BkiB conferisce a un’immagine tanto aristocratica: non sceglie un’unica tonalità pastello ma una combinazione perfettamente calibrata, sospesa tra sogno e realtà.

 

 

Un tris di sfumature in cui i fiori 3D color argento si stagliano dolcemente sul color crema della gonna ampia lunga alla caviglia e sull’azzurro polvere del kimono da portare slacciato, con nonchalance (che non è difficile immaginare né indossato su della lingerie di satin, né su un semplice paio di jeans!). E in cui piccole piume, che profilano il colletto della camicia color fiordaliso, danzano lievi alla brezza. Sarà una bellissima primavera!

La blusa che sembra una corolla, in nome del(la) rosa

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Allo scoccare della primavera, abbiamo voglia di parlarvi di un colore, di un fiore, di emozioni. Parliamo di rosa e di alcune curiosità che molti ignorano. Per esempio, lo sapete che per secoli il rosa fu un colore asessuato, prima di diventare uno degli stereotipi più diffusi legati al genere femminile?

Proprio così: pensate che nel 1700 era normale per un uomo indossare un abito di seta rosa con ricami floreali! Nel 1918, Earnshaw’s Infants’ Department, rivista specializzata in vestiti per bambini, specificava anzi che «la regola comunemente accettata è che il rosa sia per i bambini, il blu per le bambine. Questo perché il rosa è un colore più forte e deciso, più adatto ad un maschio, mentre il blu, che è più delicato e grazioso, è più adatto alle femmine».

Il rosa veniva associato al rosso (colore forte e virile legato agli eroi), il blu al colore del velo della Vergine Maria. Non è chiaro come a un certo punto, negli anni Cinquanta, si consolidò la femminilizzazione del rosa, ma di certo da allora le donne ne hanno fatto buon uso, sfoggiandolo dal mattino alla sera in creazioni di ogni gradazione a cui siamo state capaci di sottrarre l’aria da bambola e che spaziano dai tailleur più severi a capolavori da red carpet, passando per bluse costruite ad arte.

Come quella proposta da BkiB, che ha scelto proprio l’energia del rosa per enfatizzare movimenti, ampiezze, volumi. La nuova blusa sembra ispirata a una corolla: lascia le spalle scoperte ed è impreziosita da balze di volant sul décolleté e sulle maniche, che terminano con un’ampiezza straordinaria, proprio a voler riprodurre –grazie anche alla speciale mano del tessuto– i petali che si schiudono.

Versatile, si porta in mille occasioni: nelle giornate estive, sopra costumi e bikini, accompagnata solo da sandali alla schiava e maxi shopper di paglia. In chiave casual (per visitare giardini botanici!) sopra capi in denim délavé. La sera, con accessori gioiello e macro orecchini.

Simona Chiaravalle, anima di BkiB, ha ancora una volta sublimato l’essere donna, rendendo omaggio a ogni creatura meravigliosa, elegante e sorprendente (e dotata di qualche spina, che non guasta mai!), proprio come una rosa.

 

 

 

 

A proposito, ricordatevi che maggio è il mese delle rose e che in Italia esistono dei meravigliosi roseti in boccio tutti da visitare, dai Giardini botanici di Castel Trauttmansdorff in Trentino al Viale delle Rose del Parco Giardino Sigurtà di Verona, a Villa Peyron al Bosco di Fontelucente a Fiesole (Firenze), a Palazzo Patrizi sul lago di Bracciano nel Lazio, al Roseto Vacunae Rosae e ai moderni Giardini della Landriana nei pressi di Roma fino a Le stanze in fiore di Canalicchio in Sicilia…

Consigli di stile per giornate fuori porta? La blusa pink di BkiB, una stola floreale per proteggersi dalla brezza, jeans, scarpe flat e la capacità di perdersi nella bellezza.

Se amate arte, poesia e bellezza, ecco l’intreccio (di pizzo) che fa per voi!

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In arte o in architettura l’intreccio è una forma ornamentale basata sulla ripetizione di motivi di curve incrociate e aggrovigliate. In narratologia è il modo in cui la storia viene narrata, in una successione che non corrisponde (come invece accade per la fabula) né a un ordine logico né temporale, ma in base a una successione scelta dall’autore.

Nel guardaroba estivo proposto da BkiB l’intreccio è di pizzo macramé e diventa poesia. La nuova tunica per la bella stagione, infatti, riunisce magicamente queste due voci all’apparenza lontane, riguardanti mondi diversi, e si rivela un meraviglioso, perfetto concentrato di arte che emoziona e di storie sussurrate, tutte da ascoltare.

Simona Chiaravalle, fondatrice e anima del marchio, ci ha abituate al meglio: per le sue “storie”, per ognuna delle sue creazioni, sceglie sono materiali d’eccellenza, tessuti pregiati che incantano al primo sguardo, seducono al primo tocco. Nella lunga veste candida, tanto preziosa quanto semplice da indossare (e da desiderare!), gli intrecci di macramé imprigionano gli occhi e i pensieri.

Diventano trappola romantica da cui lasciarsi dolcemente avvolgere. Diventano nodi e gemme che raccontano di legami eterni plasmati nella passione e nella pazienza e di arabeschi mozzafiato. Ha maniche ampie e scollatura a punto smock, si porta maliziosamente scesa sulle spalle e può essere indossata sia in casa sulla lingerie sia fuori, sopra un abito sottoveste, sopra un costume…

 

 

Come sempre accade per le proposte di BkiB, anche questa tunica in pizzo può assumere identità diverse in nome della versatilità: immaginatela, per esempio, stretta in vita da una lunga fascia di gros grain da annodare dietro in un fiocco romantico d’altri tempi. O strizzata da un cinturone alto di cuoio, capace di trasformare la più dolce delle poesie in puro rock. L’intreccio (bellissimo) c’è: a ognuna di voi la scelta del finale che preferisce!

Vogliamo anche le rose. Di broccato blu

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Quante cose si possono dire con una rosa? Il fiore più amato e ammirato di tutti i tempi è anche il più ricco di significati e di simboli, quello che meglio sa esprimere l’essenza vera della vita e della natura. Con le rose rosse si comunica amore eterno e passione. Con quelle bianche innocenza e purezza. Le gialle simboleggiano la vivacità e la gelosia, quelle rosa l’amicizia vera. Ma le rose cantano anche tutto ciò che è garbo e bellezza, ispirazione e aspirazione.

Non a caso il celebre slogan del 1912 con cui le operaie tessili marcarono la loro partecipazione a un lungo sciopero nel Massachusetts, recitava “Vogliamo il pane, ma anche le rose” ovvero vogliamo il necessario, ma anche la poesia.

Le rose appartengono alle donne: fiore sacro a Venere, attributo delle Grazie e di Maria, nelle mani e nella mente della regista Alina Marazzi divennero, nel 2007, un importantissimo documentario sul movimento femminista nell’Italia degli anni ’70. Da riguardare, per capire quanto siamo cambiate, dove siamo arrivate insieme, quanto ancora c’è da fare.

Ancora donne, ancora rose. Nel 2008 la ricercatrice italiana Francesca Quattrocchi, di stanza in Olanda, riuscì a clonare i geni responsabili della colorazione dei petali delle rose. Grazie a lei quella meraviglia che è la rosa blu non è più un bluff tinto artificialmente ma è un fiore vero: un emozionante capolavoro geneticamente modificato che, grazie alle biotecnologie, può essere coltivato anche nel giardino di casa e che proprio nel 2018 compie 10 anni.

Altra donna, altre rose. Come una ricercatrice appassionata e creativa, in quanto donna sensibile e attenta, concentrato di know how e di poesia insieme, anche Simona Chiaravalle, designer di BkiB, ha reso omaggio alla bellezza delle rose, alla femminilità, alla magia. E ha scoperto come rendere il sogno della rosa blu una realtà, anche nella moda.

Nel suo nuovo bomber primaverile, le rose blu si stagliano, romantiche e poetiche ma anche orgogliose e decise (proprio come noi!) sul candore di un eccezionale broccato scelto tra i più bravi e prestigiosi tessutai italiani. La speciale stoffa, elegante e preziosa, materica e tattile, che crea giochi 3D di grande effetto e l’illusione di indossare non solo uno stilosissimo bomber ma un manto di rose, modella un capospalla dall’allure sporty ma dall’anima couture, che scivola lungo i fianchi e che termina con alti bordi elastici in tinta.

Un giardino segreto che sprigiona incanto e poesia. Sembra quasi di avvertirne l’ammaliante profumo mentre si procede, su sneakers o tacchi aguzzi, a passi decisi nel nostro specialissimo quotidiano.